Krav Maga Catania: scopri come liberarti da una presa a ghigliottina con il Kalah System

Una presa a ghigliottina non si nega a nessuno. Per un guerriero di Kalah è come un il famoso diamante della pubblicità: è per sempre. Per un guerriero di Kalah  uscire da una presa a ghigliottina deve essere automatico come bere un caffè. Per i neofiti, i curiosi e gli sfaticati liberarsi può sembrare una mossa degna di Iron Man, ma così non è. Non vogliamo dire che sia semplice, ma con le giuste movenze, la giusta forza e astuzia è possibile non solo slegarsi dalla morsa dell’avversario, ma anche contrattaccare e stenderlo a suolo come un tappeto persiano.

Lavorare d’immaginazione è sempre utile, anzi è consigliabile. Quindi mettetevi comodi chiudete gli occhi, aggiungete in sottofondo musica rilassante, va bene uno qualsiasi degli album degli Iron Maiden, e immaginate di trovarvi di fronte ad un aggressore. Ok, nervi saldi o parafrasando Lino Banfi: “calma e gesso compare non è un fesso“. Mani davanti al volto con le palme rivolte verso il vostro avversario. L’uomo, o donna che sia, si scaglia contro di voi e com’è, come non è vi ristroate con la vostra testa all’interno del suo braccio, proprio come la testa regale di Maria Antonietta stretta tre le due semilunette di legno, prima che i giacobini le facessero saltare la testa dentro un cesto di vimini.

L’aggressore, con il braccio libero, non perderà tempo a salutare i passanti o a grattarsi la testa in attesa che voi liberiate la presa ma colpirà con la potenza di un batticarne su una fettina di pollo. Prima cosa da fare, prima dell’inevitabile trauma cranico, è coprirsi la testa e la faccia dai pugni. L’altra mano invece non perderà tempo nel solletico all’avversario, ma cercherà di agganciare il braccio che vi sta colpendo come una mitragliatrice Gatling. Una volta bloccato il braccio dell’avversario potete colpire forte, veramente forte i genitali del vostro aggressore. Mollerà la presa perchè in quel momento la sua forza sarà pari a quella di un Cristiano Malgioglio con l’artrite. Repentinamente vi alzate e colpite alla gola a mano a aperta, non dopo né prima di averlo stordito di pugni a tempia, orecchio e mascella.

Ancora più repentinamente vi girate e agganciate il  braccio dell’avversario, fasciatura a triangolo, e assestate forti e potenti ginocchiate ai genitali. A quel punto sarà molle come un morbidone appena sfornato. Lo portate giù, a terra, faccia contro l’asfalto e lo finite con pugni alla testa fino a quando noterete lampeggiare sulla sua nuca la scritta GAME OVER. A questo punto passate dalla cassa ritirate il vostro pupazzetto e sparite più rapidamente che potete oltre la linea del tramonto.